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Impianti dentali e riabilitazione implantare: domande e dubbi frequenti

05/03/2018

 

 

Perdere uno o più denti non è mai piacevole, sia a livello estetico ma anche per gli effetti che questo comporta a livello funzionale. L’innesto di impianti dentali permette di ovviare a questi problemi, ripristinando le funzioni e l’aspetto del dente mancante. Ma in cosa consiste esattamente l’implantologia?

 

In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che i nostri pazienti ci pongono sull’argomento.

 

Che cos'è e a cosa serve un impianto dentale?

Un impianto è una vite, normalmente di titanio, che viene utilizzata per sostituire la radice di un dente mancante. L’impianto viene avvitato all’interno dell’osso mascellare dove garantirà un valido supporto per una corona, un ponte o un altro tipo di protesi, così da sostituire uno o più denti mancanti.

Gli impianti dentali possono aiutare a preservare la salute dei denti naturali. La perdita di uno o più denti in una parte della bocca può portare i denti vicini ad inclinarsi causando delle differenze nell’altezza e nel profilo gengivale e predisponendo i denti vicini alla malattia parodontale e/o a carie. Così come influenzare negativamente la masticazione e l’estetica generale del viso e del sorriso. Gli impianti dentali possono sostituire i denti mancanti e in tale modo preservare i denti rimasti.

 

Cosa si intende per osteointegrazione?

Dopo l'inserimento dell’impianto, l’osso che lo circonda si sviluppa e aderisce alla superficie implantare. Questo processo di adesione si chiama "osteointegrazione". Quando questa non si verifica o viene persa, l’impianto perde stabilità e non va a buon fine.

 Per questo l’impianto deve essere costituito da materiali biocompatibili in grado di osteointegrarsi perfettamente, caratteristica che, ad oggi, vede il titanio puro come materiale più efficace e utilizzato

 

È un intervento doloroso?

L’intervento chirurgico viene svolto in anestesia locale, per questo durante l’operazione il paziente non avverte alcun dolore. Nel postoperatorio vengono poi prescritti farmaci analgesici e antinfiammatori in grado di contrastare l’eventuale insorgere di dolori. 

 

Quali sono i tempi di guarigione dopo l’inserimento degli impianti?

Normalmente gli impianti richiedono un tempo di guarigione tra i due e i quattro mesi prima di poter essere protesizzati. In alcune condizioni particolari, seguendo protocolli ben definiti, gli impianti possono essere protesizzati nello stesso momento in cui vengono inseriti. Tale procedura prende il nome di carico immediato.

 

Gli impianti daranno sensazioni diverse rispetto ai denti naturali?

I denti naturali sono circondati dal legamento parodontale che ci permette di percepire la sensazione di pressione quando mastichiamo, gli impianti dentali, invece, non lo sono: pertanto la sensazione di pressione potrebbe non essere identica rispetto ai denti naturali. Le corone su impianti danno, comunque, una sensazione molto naturale, simile a quella dei denti reali: garantiscono una normale masticazione permettendovi di sorridere in maniera naturale e spontanea.

 

Quali sono le possibili complicanze a cui vanno incontro gli impianti?

Le problematiche implantari posso essere diverse, più o meno gravi. Tra le più frequenti ricordiamo:  

  1. Infezione: le infezioni intorno agli impianti sono normalmente causate da una scarsa igiene orale. Per prevenire le infezioni, gli impianti dovrebbero essere periodicamente sottoposti ad igiene professionale da parte del vostro igienista. 

  2. Fallimento implantare: un impianto può essere perso per molteplici cause tra cui infezioni o fratture. Alcune volte l’osteointegrazione non avviene. In molti casi può essere comunque possibile sostituire l’impianto non andato a buon fine con uno nuovo.

  3. Frattura dell’impianto: la frattura dell’impianto avviene raramente (meno dell’1% dei casi). Questo tipo di complicazione può capitare più facilmente in pazienti che hanno delle parafunzioni (bruxisti o serratori).

  4. Complicanze legate alla protesi: le corone di ceramica o i ponti fissi su impianti si possono rompere. Piccole scheggiature della ceramica sono più frequenti su impianti che non su denti naturali a causa della mancanza del legamento parodontale e della ridotta capacità di assorbire shock pressori. Questo tipo di complicanza è più frequente in pazienti con parafunzioni (bruxisti o serratori).

 

Che durata ha un impianto dentale? 

Gli impianti hanno un’alta percentuale di sopravvivenza, e rappresentano una soluzione definitiva e duratura. Gli studi più recenti indicano che il 90% degli impianti posizionati negli anni passati sono ancora oggi funzionalmente validi. Un impianto ben eseguito e controllato può infatti durare per tutta la vita, o almeno avere la durata dell’osso sul quale è stato assicurato. È bene però ricordare che gli impianti dentali sono esposti alla possibile contaminazione dovuta alla presenza di batteri presenti nel cavo orale, è quindi necessario una volta di più porre l’attenzione all’igiene orale, domiciliare e professionale, e sulle visite di controllo

 

Quali sono le norme di igiene orale e controllo da seguire dopo il trattamento implantare? 

Una volta finito il percorso implantare e consegnate la/ le protesi è raccomandato eseguire visite di controllo e pulizia professionale con una cadenza regolare da concordate con il vostro odontoiatra e l’igienista dentale in base alla situazione. In genere sono previste ogni 4 mesi nell’anno successivo all’innesto dell’impianto.

 

 

Le riabilitazioni implantari complesse

Vuoi saperne di più? Nel prossimo articolo parleremo di riabilitazioni implantari complesse: con un focus dedicato al rialzo del seno mascellare e alle protesi tipo Toronto.

 

 

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